lunedì 7 novembre 2011

Il bello del pancione

Quando sono rimasta incinta per la seconda volta, pensavo di conoscere già tutto in fatto di pancioni e immaginavo una gravidanza fotocopia della prima. I primi mesi non hanno deluso le mie aspettative, anzi le cose sembravano andare anche meglio. Dal quarto mese in poi tutto è cambiato o meglio le mie emozioni, il mio stato fisico e psichico si è  rivelato totalmente diverso rispetto a tre anni fa. La stanchezza,  l'affaticamento e l'apatia hanno preso il sopravvento. Non riesco a parlare della mia gravidanza, forse perché sostanzialmente non riesco a parlare di me stessa. Non mi va di fare la lista delle analisi (e doppie analisi) a cui mi sono dovuta sottoporre, non mi va di parlare di piedi e caviglie gonfie, di scarpe che non puoi mettere e di vestiti premaman, di liste di nascita, della posizione podalica della bambina che finalmente oggi non è più podalica, di fare il conto alla rovescia, di contrazioni e false contrazioni, di corse all'ospedale e di corredini. L'unica cosa che mi va di dire, anzi di gridare è che sono STANCA, sensazione che durante la prima gravidanza non ho mai provato.
Odio la stanchezza, che conduce poi all'apatia. Il riposo forzato impostomi dal ginecologo mi ha portato negli ultimi mesi a richiudermi nel calore della casa e della famiglia. Pochi e sporadici sono stati gli incontri con l'esterno. In compenso passo le giornate a riorganizzare la casa. Preparata la cameretta di Vittoria ho risistemato ogni stanza della casa. Ho sempre in tasca un metro e sposto mobili, quadri e soprammobili  in continuazione. Ieri l'UP ha appeso l'ultimo quadro e il limite della sua pazienza è stato abbondantemente raggiunto. Ora non ho più niente da fare e mi sono rimessa a scrivere, chattare e rispondere ad e-mail.
Quanto mi manca il lavoro!!!!


Consiglio di lettura Il bello del pancione. Guida piò completa per l'apprendista mamma di Kaz Cooke