sabato 14 luglio 2012

Sono un'Ambasciatrice Picci

Ebbe sì, sono un'Ambasciatrice Picci.
Ho partecipato con piacere a questa bella iniziativa che la Picci ha organizzato perché conosco molto bene i loro prodotti, li ho comprati per la prima bimba e li ho ricomprati volentieri per la seconda.
Di cosa parliamo oggi? Iniziamo a guardare e scopriamolo insieme...



La scatola è bella, di latta, satinata e Kenny e Zanza sono due personaggi simpatici e sorridenti. Ma cosa ci sarà dentro? Sono proprio curiosa.


E' un soft toys Picci della linea Kenny e Zanza. Vediamo se a Vittoria piace e scopre cos'è. Si tratta di una spirale da avvolgere alla sbarre del lettino con tanti piccoli pupazzetti appesi.

Tento di prendere il gioco morbidoso per poterlo legare al lettino, ma  Vittoria si sta divertendo e diventa difficile rubarglielo. Ride, gioca, lo morde tutto, lo lancia, lo riprende, se lo avvolge tutto addosso.
Amore, ti prego puoi rendermi il giochino? Fammi fare qualche altra foto e poi la mamma  lo lascia tutto per te.
Niente da fare. Vittoria ha trovato dei nuovi amici e non li molla.


Con un po' di fatica riesco a distrarre la piccola e posso finalmente vedere anch'io questo suo nuovo compagno di giochi.
La spirale è di un ottimo materiale (e non avevo dubbi) soffice e liscio, è facile da piegare e diventa un gioco adattarla al lettino. Faccio alcune prove e alla fine trova la sua collocazione definitiva in fondo al lettino.

I pupazzetti sono divertenti e la piccolina è felice nel vederli appesi al suo lettino. Sono tanto morbidosi ed è impossibile non giocarci insieme.



Kenny e Zanza hanno superato la prova. Il gioco è di ottima fattura, facile da montare sul lettino e la scatola che lo contiene è bella, elegante e si può riutilizzare (nella mia ho messo tutte le scarpine di Vittoria). Lo consiglierei sicuramente a chi deve fare un regalo perché si presenta molto bene.

lunedì 9 luglio 2012

Campeggiamo?

Dopo aver letto l'utimo post su Emporio 74 dedicato al campeggio mi è venuta voglia di prendere e partire, sacco a pelo, tenda e via. Ma via dove? Mare, montagna, laghi? Troppo caldo per mettersi in viaggio, e allora? E allora perché non montare la tenda in giardino? Lo spazio c'è, il barbecue pure e il bagno è sempre a disposizione. Detto fatto. Sabato pomeriggio abbiamo montato la tenda dell'UP, preso i sacchi a pelo e la nostra valigetta da picnic con tanto di tovagliette a quadretti bianchi e rossi, la piscinetta di Viola e una mega coperta da stendere a terra.
La tenda dell'UP, in quanto ex scout, ex motociclista e conseguentemente viaggiatore solitario non è che sia così tanto sciccosa, per intenderci niente fiorellini, nessun rosa, rosso, ma verde e soltanto verde e i sacchi a pelo stessa cosa, ma lui ci tiene a dire che:
"Con questa tenda e questo sacco a pelo si può arrivare fino a meno 40°
"
Mi piacerebbe vederlo a meno 40°...
A parte la monotonia cromatica, la giornata è stata veramente bella: le bambine hanno fatto il bagno nella piscina, l'UP ha montato la tenda e fatto la grigliata e io mi sono rilassata leggendo. La notte, io e la piccolina siamo rientrare in casa e la Pulce ha dormito nella tenda insieme al babbo. La mattina sono stata svegliata dalle risa festose di Viola già in piscina. Esperienza da ripetere.


Consiglio di lettura Un week-end in campeggio

giovedì 5 luglio 2012

Giochi all'aperto

Sono convinta che i giochi all'aperto riescano a stimolare maggiormente la fantasia del bambino rispetto ai giochi indoor, grazie alla scoperta, l'esplorazione, la manipolazione di materiali naturali (legno, erba, acqua, terra, sassi, ecc.) e l'osservazione dell'ambiente. Ambiente che non può essere mai uguale, cambiano le stagioni, le condizioni atmosferiche, gli odori e anche gli animali che popolano il giardino sono sempre diversi. Ma solo il bambino riesce a sviluppare maggiormente la fantasia? Direi di no. Credo infatti che anche gli adulti a stretto contatto con la natura riescano a tirar fuori il meglio, a mettere in campo quelle attitudini e qualità che spesso il lavoro, la vita domestica e la routine ci fanno scordare di possedere.
Succede allora che un nonno con abilità manuali non indifferenti si cimenti a costruire una casetta alle nipotine usando semplicemente uno scatolone e che una nonna con molta molta fantasia riesca a trovare fra le tante cose stipate nel nostro fienile delle mensole usate una volta per una scarpiera e a farne una piccola staccionata. Questo è il risultato:



Abbiamo poi riciclato uno sgabello e lo abbiamo trasformato in tavolino, il tutto poi è stato arricchito con oggetti sempre recuperati in giardino: la sedia, la cesta usata per raccogliere la frutta e così via. Viola si è subito adattata:

Anche la piccolina ha partecipato al gioco: è bastato stendere una coperta e darle qualche giochino della sorella:


Abbiamo giocato tutto il pomeriggio e in un batter d'occhio è arrivata l'ora di prepare la cena e di rimettere tutto a posto:

mercoledì 4 luglio 2012

Un momento da ricordare


Quanti sono i momenti belli che vorremmo fissare nella memoria, idelebili, incancellabili?
Quanti di questi riusciamo a preservare così come sono avvenuti, senza aggiungere o togliere niente?
Anch'io ho i miei momenti indimenticabili, sono tanti, ma non troppi e non lo saranno mai.
E' indimenticabile il giorno in cui ho sentito per la prima volta battere il cuore per un ragazzo (e ho capito che cosa fosse l'amore), l'estate del 1982, l'Italia campione del mondo e io bambina a fasteggiare in cortile con gli altri bambini, le discussioni infinite dell'età adolescenziale sui massimi sistemi, la scoperta di Proust, di Hemingway e Bukowski, del sesso e del mal di testa dopo una notte insonne passata a bere e fumare, le prime scarpe con i tacchi, la maturità, la laurea, il tocco della sua mano sulla mia, la prima vacanza da sola, il primo bagno al mare di notte, la prima litigata vera con mio padre e la conseguente voglia di scappare lontano, il giorno in cui mio marito mi ha chiesto di sposarlo e il giorno in cui ci siamo sposati, la prima volta che ho visto mia figlia quando mi hanno fatto l'ecografia, la prima volta che l'ho toccata, la gioia provata per il suo primo sorriso, la nascita della seconda figlia e il suo sguardo pieno d'amore. Ed è questo che voglio fissare qui, ora, per renderlo eterno, indimenticabile.
Io e lei nella sua cameretta, lei sul fasciatoio, la sto preparando per il bagnetto. I suoi occhi che incontrano i miei. Non parla, non può parlare ha solo poche settimane ma con il suo sguardo mi sta comunicando qualcosa: è amore allo stato puro. Mai (e dico mai) nessuno mi ha guardata così ed è riuscito a trasmettermi così tanto Amore. I miei occhi si sono riempiti di lacrime, lacrime felici e gioiose e il tempo si è fermato. Arriva l'altra bimba, ci gaurda e capisce, mi abbraccia e con aria sognante dice: “Quanto siete belle”
Questo è il mio ricordo di un momento magico: voi, io e i nostri occhi.