lunedì 8 aprile 2013

Biblioteca mon amour

Ieri sera come lettura serale, Viola ha scelto un libro che mi hanno donato in una biblioteca a un corso di aggiornamento professionale. Il libro è stato realizzato da un bravissimo autore per bambini e ha lo scopo di avvicinare i più piccoli alla lettura.
Alla fine del racconto il libro riporta delle immagini della biblioteca che lo ha realizzato. Viola curiosa chiede di vedere le immagini della sezione ragazzi.
Ti piace amore? La biblioteca della mamma però è più bella, vero?
Lei continua a guardare e non risponde.
Io da mamma petulante  e noiosa continuo ad incalzarla:
Vero che il reparto bambini della nostra biblioteca del cuore è più bello?
Scocciata e sbuffando Viola mi risponde:
Mamma non dire queste cose. Tutte le biblioteche sono belle. Sono posti magici: hanno i libri.


Consiglio di lettura E' un libro di Lane Smith

venerdì 15 marzo 2013

Ecco le cose che mi fanno bene

In questo periodo sto bene. Tutto sta andando bene. Coincidenze astrali, fortuna sfacciata? La risposta è NO. Ho lavorato tanto, molto su di me. Sento dove sono, i miei piedi sono ben piantati a terra, mi concentro sul presente. Facile a dirsi, ma per raggiungere questo stato mi ci sono voluti anni, anni duri di esercizio. Ho imparato a stare nelle situazioni, a non fuggire, ho imparato a volermi bene perché citando una nota pubblicità "io valgo". Mi sono costretta a stare, non potevo permettermi di perdere ciò che maggiormente avevo voluto nella mia vita, senza saperlo: una famiglia. Per me e grazie a loro, non ho invertito la marcia, non ho premuto l'acceleratore, mi sono semplicemente fermata. Fermarsi ha voluto dire so-stare, dare il tempo alle cose, cercarsi, capirsi e riflettere. Stare mi ha permesso di non sbagliare, di non buttare all'aria tutto. Stare ferma mi ha permesso di fare dei passi da gigante, di trovare tutta l'energia che già era in me e di convogliarla verso la direzione giusta. Ho accresciuto la mia resilienza, soprattutto perché ho accettato aiuto, sostegno e appoggio dalla persona che in questi ultimi anni mi è stata più vicina. Grazie a lui ho affrontato i miei momenti di crisi senza vederli come problemi insormontabili, ho imparto a distinguere ciò che è importante da ciò che è urgente. Ho fissato obiettivi realistici e ho lavorato per ottenerli, senza focalizzarmi su problemi che sembravano insormontabili. Ho iniziato a prestare attenzione ai miei bisogni e ai miei sentimenti, senza per questo sentirmi egoista.
Potreste dire, chi se ne frega? Dove vuoi arrivare?
Risposta:
non voglio andare da nessuna parte, voglio godermi ciò che ho, le persone che mi circondano, vivere con passione il mio lavoro, godermi questi momenti che posso dedicare al blog e comunicare a tutti che "le difficoltà rafforzano la mente, così come il lavoro irrobustisce il corpo" (Seneca)


Consiglio di lettura Perché non faccio le cose che mi fanno bene? di B.J. Gallagher

sabato 9 febbraio 2013

Peccato

Se hai bisogno di comprare urgentemente un paio di scarpe tacco 12, la prima cosa che fai è rivolgerti a quello che si reputa essere il miglior negozio di scarpe della tua città. E così ho fatto.
Venerdì dovevo assolutamente comprare un nuovo paio di scarpe per partecipare ad un evento di cui vi racconterò in seguito, ho cantattato il "miglior" negozio di Pistoia e ho chiesto se avevano un paio di scarpe tacco 12 numero 37 (sì, lo so ho il piedino piccino picciò). Naturalmente mi hanno risposto che certo che avevano ciò che desideravo e che mi bastava recarmi in negozio, dove mi avrebbero aspettato e soddisfatto in ogni maniera. Sì, certo...
Arrivo in negozio e trovo un tizio mellifluo che mi fa vedere due modelli, dico due modelli, non toglie nemmeno le scarpe dalla scatole, non mi dà un calzante, me lo devo prendere da sola. Inizio a innervosirmi. La scarpe non vanno bene, chiedo se ci sono altri modelli e mi fa vedere un paio di scarpe che costano 571 euro e su cui può farmi un po' di sconto. A parte che non voglio spendere 571 euro, ma anche se decidessi di spenderli andrei in un posto dove il commesso o chi per lui non solo mi toglie le scarpe dalle scatole,  ma si mette in ginocchio per aiutarmi a  indossarle, mi dice che modello è, dove è stato fatto, tutta la fase di lavorazione e alla fine mi offre anche un bell'aperitivo. Naturlamente non ho comprato niente e mi sa che hanno perso anche una cliente. Sono invece andata in un altro negozio, la commessa è stato così carina che oltre alle scarpe ho comprato anche una borsa e un foulard. Mi sono tanto sentita Julia Roberts in Pretty Woman, quando ritorna dalla commessa stronza e le dice: Grosso sbaglio!!!

Consiglio di lettura Vita bassa e tacchi a spillo di Polly Williams